Con le Donne e con i Giovani Iraniani!
La rivoluzione in Iran, nata dalla straordinaria determinazione delle donne, improvvisamente ha infiammato l’intero Paese e il mondo libero da regimi totalitari, sostenuta dagli studenti, da tantissimi uomini, avvocati e giornalisti coraggiosi. La protesta contro il regime iraniano, a sostegno del diritto inalienabile alla libertà rivendicato dalle donne, nata dopo la vile uccisione di Mahsa Amini del 14 settembre 2022, omicidio perpetrato dalla polizia morale islamica perché non indossava correttamente il velo.
Da settimane l’Iran è sotto assedio dei manifestanti che non demordono, mentre la polizia morale (sic!), procede a reprimere le proteste con migliaia di arresti, picchiando selvaggiamente i manifestanti e caricando gli studenti anche all’interno delle università. I numerosissimi feriti non si fanno curare negli ospedali per paura di essere registrati dalla polizia e subire arresti e malversazioni. Il governo dell’Ayatollah Ebrahim Raisi, accusa i paesi occidentali, e particolarmente gli Stati Uniti e Israele, di fomentare la rivolta, senza fare il minimo cenno alla richiesta di libertà gridato e voluto dal popolo iraniano che anela a una modifica del fondamendalismo islamico introdotto in Egitto nel 1928 dai Fratelli Musulmani e oggi assolutamente anacronistico.
La convinzione che la rigida applicazione della legge islamica, la shari’a può essere l’argine alle interferenze culturali, politiche e militari dell’occidente, senza considerare che la culla del fondamendalismo islamico, l’Arabia Saudita, ha mostrato in questi ultimi anni timide aperture che fanno ben sperare. Di contro, l’Iran chiusa a riccio, con un governo dittatoriale feroce, tenta di soffocare nel sangue i moti insurrezionali, che non hanno bisogno che qualcuno soffi dall’esterno, ma è una precisa e inderogabile esigenza del popolo, avviato dalle donne è condiviso dai vari strati della società. Non si tratta di soffocare un fuocherello, quello che oggi divampa in tutto l’Iran e nel mondo a sostegno della rivendicazione, è un incendio di proporzioni bibliche, con una richiesta non più negoziabile ”LIBERTÀ”.
La rivoluzione islamica operata sotto la guida dell’ayatollah Khomeini è fallita nella dimensione politica e strategica, in quanto una islamizzazione dal basso, che postulava la diffusione della cultura islamica permeando in maniera radicale il tessuto sociale, le scuole e l’università. Il disegno komeinista è al capolinea, considerato che proprio questi corpi sociali sono in rivolta, lo respingono e lo combattono aspramente al grido” LIBERTÀ”.
Orizzonte Italiano, non si taglia ciocche di capelli, ma è vicino alle donne e ai giovani iraniani affinchè possano conseguire da subito l’agognata libertà e meritarsi un percorso di vita degno di essere vissuto.
Il Segretario Nazionale di Orizzonte Italiano
Prof. Sandro Calabrese



