Dalle Stelle… alle Stalle
Breve cronistoria di un partito che è stato capace di autodistruggersi in pochi anni. Tutti ricordano il grande successo ottenuto dal Movimento 5 Stelle alle elezioni politiche del 2018, ben 10.945.411 voti pari al 32,68% che hanno generato 227 seggi alla Camera dei Deputati e 111 al Senato, un vero e proprio exploit per la politica italiana che sonnecchiava in una sorta di autoreferenzialità che l’aveva allontanata da ogni rapporto con l’esterno. La Puglia con i suoi 42 deputati e 20 senatori fu la regione con il massimo dei consensi. Ideologia prima delle votazioni: populismo, democrazia diretta, euroscetticismo.
Una sorta di visione comune l’associa a “L’uomo qualunque” movimento, poi diventato partito politico nato intorno al giornale che portava lo stesso nome. Fondato a Roma nel 1944 dal giornalista scrittore e commediografo Guglielmo Giannini. La storia si ripete un commediografo Giannini, ed un comico, Grillo sono gli ideatori di questi due movimenti politici, entrambi antisistema, il primo con idee liberal conservatrici, anticomuniste e di matrice antipolitica, Grillo invece a queste aggiunge euroscetticismo e democrazia diretta. Il successo di Giannini nasce dal suo giornale che parte da una tiratura di 25.000 copie il primo numero fino a 850.000 nel 1945. Il giornale che usa la satira per prendere di mira i politici fa un umorismo molto duro che fa immediatamente presa su milioni di persone scontente appena uscite da una rovinosa guerra.
Grillo fa dell’umorismo simile, aggredisce la folla con il suo turpiloquio, organizza i “Vaffa day” prende di mira i politici e promette l’uscita dall’euro, ma al contrario di Giannini riesce a creare una forte base territoriale che attraverso i Meetup aggrega e fa proprio il malcontento che serpeggia in Italia. Apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno, questo prometteva. Alla gente tutto questo piaceva, finalmente nell’agone politico si affacciava una nuova forza, capace di galvanizzare e aggregare persone di tutte le estrazioni politiche, destra e sinistra senza distinzioni. Entra in Parlamento una marea di persone che di politica era completamente all’oscuro, ignoranti, sprovveduti desiderosi di utilizzare la loro rivincita sociale ottenuta con qualche centinaio di voti, non gli pare vero sedersi dove De Gasperi, Fanfani, Moro, Andreotti, Cossiga, Spadolini e tanti altri famosi politici sono stati prima di loro.
Ma poi tutto questo è cambiato, diventata prima forza politica in Parlamento, quindi l’ago della bilancia in ogni decisione politica, i grillini hanno scoperto il potere ed il denaro, delle vecchie promesse fatte per avere il consenso non se ne parla più. Questo ha dato l’avvio al crollo del movimento nelle varie elezioni amministrative; dal 2018 il M5stelle è passato dal 32,68% all’attuale 13,80% perdendo il 30% dei Senatori e il 28% dei deputati, la maggior parte di loro sono stati espulsi, ricordiamo alcuni personaggi più conosciuti: la Senatrice Barbara Lezzi ex ministro, il presidente della commissione antimafia, Nicola Morra. Il record degli espulsi lo hanno Buccarella e Martelli, espulsi per lo scandalo rimborsi ancor prima di insediarsi.
Nel 2021 il M5Stelle ha perso per strada 26 deputati, sono tutti quelli che non hanno votato la fiducia al Governo Draghi. In totale sono 98 i parlamentari che sono usciti dal M5stelle, 76 sono entrati nel gruppo misto gli altri si sono accasati in altri partiti o hanno formato dei gruppi autonomi, ricordiamo Gianluigi Paragone, giornalista televisivo e conduttore, molto attivo con il suo movimento: Italexit no Europa per l’Italia. Ora è in discussione anche Luigi Di Maio, ministro degli esteri, uno degli artefici del successo del movimento nel 2018, rischia anche lui di essere espulso. Una catastrofe di proporzioni gigantesche, le fughe negli altri partiti, le espulsioni, la creazione di nuovi gruppi ha falcidiato la rappresentanza dei grillini in Parlamento, l’approvazione della legge, da loro voluta, sulla riduzione dei parlamentari li porterà inevitabilmente ad una forza da 5/6% se resistono fino al 2023. Emilio Carelli, ex direttore di Tg SKy 24, uscito dal movimento dice dei suoi ex colleghi: persone sbagliate e incompetenti nei posti sbagliati.
Il movimento nasce il 4 ottobre 2009 al teatro Smeraldo di Milano e nello stesso giorno di dodici anni dopo spariscono, la Raggi sindaco di Roma non arriva neppure al ballottaggio, a Torino si attestano al 10% a Trieste non vanno oltre il 3%, HUFFPOST commenta sarcasticamente: San Francesco ce li ha dati e San Francesco ce li ha tolti. Meno male. Adolfo Antonello Giusti – Componente la Direzione Nazionale
Articolo a cura di Adolfo Antonello Giusti
Componente la Direzione Nazionale
Orizzonte Italiano



