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TERMOVALORIZZATORE = CENTRALE ELETTRICA? NO!!!

Alexander89

La rovente estate meteorologica che sta soffocando Ginosa si arricchisce di un altro fattore aggravante, a causa della vicenda che riguarda la proposta della Ecologistic di realizzare un termovalorizzatore per la produzione di energia termica ed elettrica, bruciando plastica riveniente da tutta l’Italia meridionale. A rigor di logica, se l’impianto che si vorrebbe realizzare fosse un termovalorizzatore di natura pubblica, per chiudere il ciclo dei rifiuti solidi urbani, opera a servizio della comunità e non destinato al profitto solo di privati, potremmo affrontare una discussione serena, per verificare localizzazione, tipo di impianto e, soprattutto, gestione e rischi per la salute pubblica.

In questo caso, invece, si tratta di consentire la realizzazione di un eco-mostro che dovrà bruciare 280 MILA TONNELLATE di plastica proveniente da sette regioni centro-meridionali. Insomma, una vera svolta epocale: Taranto viene indicata come città dell’ILVA, mentre Ginosa sarà la pattumiera d’Italia, arricchendo l’aria con un carico di diossina di proporzioni stratosferiche, a causa della combustione della plastica, ammorbando i prodotti dell’agricoltura, i panni sciorinati ad asciugare, l’aria che respiriamo, ecc., ecc. Ovviamente, nel progetto sono riportate le più ampie garanzie sulla sicurezza degli scarichi, promesse da “marinaio”, che respingiamo al mittente. Non siamo così allocchi da credere a queste fantasiose promesse. Le nostre comunità, nel raggio di trenta chilometri perlomeno, non possono sopportare un’altra aggressione di carico inquinante, riveniente dalla combustione della plastica, al solo scopo del profitto di pochi (Ecologistic), contro la salute di intere comunità.

Una società moderna deve guardare anche al profitto, ma esiste un limite invalicabile per TUTTI, rappresentato dalla salvaguardia della salute dei cittadini: davanti ad essa ancora TUTTI si devono inchinare. Questa provincia non è prima per i servizi, non è prima per il lavoro, non è tutelata dalle aggressioni che rovinano la nostra agricoltura, non è prima per i servizi sanitari, non è prima per la viabilità urbana ed extraurbana, non è prima per nulla, ma si rischia di essere primi per lo schifo dell’aria che andremo a respirare, per il cibo che andremo a consumare e per il proliferare di malattie oncologiche, con la prospettiva di ampliare notevolmente le aree cimiteriali per, Dio non voglia, ospitare innocenti condannati prematuramente alla morte per decisioni scellerate e, per far arricchire pochi. La materia della salute pubblica non può e non dev’essere MAI negoziabile, a dispetto delle appartenenze politiche, partitiche e di parrocchia.

Tutti insieme dobbiamo lottare contro la Regione Puglia che, frettolosamente (sic!), ha approvato il progetto, cofinanziandolo e ponendo la ciliegina sulla torta, dandogli l’etichetta di OPERA STRATEGICA (un bel regalo sic!), con tutto quanto comporta questa etichettatura. Le nostre case sono piene, purtroppo, di persone, bambini e anziani affetti da varie patologie oncologiche, senza distinzione di sesso, di condizione sociale, di appartenenza politica, di schieramenti di destra-centro e sinistra, anche a causa degli agenti inquinanti del territorio e del non trascurabile apporto di cibi che eludono i controlli nazionali, sempre nell’ottica del profitto sfrenato. Non credo alla serietà dei controlli. Per chi non lo sapesse, a conclusione del processo di 1° grado a Taranto per “Ambiente svenduto”, l’allora presidente della Regione Puglia, Vendola, e, sempre al tempo, il Direttore Generale di Arpa Puglia, Prof. Assennato, furono condannati a pene detentive, poi passate in “cavalleria” per decorrenza di termini prescrittivi, per aver concorso ad “addomesticare” i dati delle rilevazioni inquinanti prodotti da ILVA.

Sarebbe interessante avere una certificazione INCONFUTABILE circa la quantità di plastica che oggi entra nello stabilimento Ecologistic; ancora più interessante sarebbe consultare, se esistono, i dati riferiti al monitoraggio dei fumi e quant’altro riveniente dallo scioglimento della plastica per la produzione delle cassette, dati che se esistenti devono essere facilmente consultabili da tutti. Una nota di biasimo deve essere riservata alla Regione Puglia, gestione Emiliano, per non aver ascoltato i territori e proceduto frettolosamente all’approvazione del progetto; un’altra nota di biasimo al Ministero dell’Ambiente che, senza alcuna relazione, ha celermente dato parere favorevole, omettendo di inserire nel fascicolo portato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri le argomentazioni tecniche e scientifiche poste a sostegno del parere favorevole; un’ulteriore nota di biasimo per l’intero Governo nazionale che, stranamente, anche in questo caso, in piena estate, ha approvato il progetto, senza rilevare la mancanza della relazione del Ministero dell’Ambiente. In Italia va tutto a rilento, mentre in questo caso, gli organismi innanzi citati hanno dato l’anima per accelerare le procedure approvative, si stenta a comprenderne le ragioni (sic!) di un efficientismo spettacolare: niente burocrazia e, AVANTI TUTTA (a buon intenditor poche parole)!!!! La promessa che l’opera comporterà centinaia di assunzioni è falsa, ma, nella denegata ipotesi che fosse vera, non si baratta la salute e la vita delle persone per qualche posto di lavoro.

È giunta l’ora di lottare contro i poteri forti che vogliono annientare le nostre comunità per il profitto di pochi. Scendiamo in piazza e facciamo valere le nostre ragioni, dimostriamo di non essere servi di nessuno, dimostriamo la nostra maturità, scongiuriamo di passare alla storia per aver consentito di depredare il nostro territorio del bene più caro: la SALUTE e la VITA.

Articolo a cura del Prof. Alessandro Calabrese     

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